Ernesta Adele Marando

Se valgismo e varismo delle ginocchia non si correggono spontaneamente, devono essere trattati per evitare che la distribuzione non uniforme del carico sull'articolazione provochi l'artrosi in età adulta.

Lo ha ricordato Silvio Boero, responsabile U.O.S. Deviazioni assiali ed ipometrie degli arti, presso l'U.O.C. Ortopedia e Traumatologia dell'Istituto Giannina Gaslini di Genova al congresso "Correzione delle deviazioni assiali degli arti inferiori dall'infanzia all'adolescenza" svoltosi nel capoluogo ligure. La correzione spontanea, d'altra parte, può essere rallentata o bloccata da malattie sistemiche (rachitismo, osteodisplasie renali, malattie lisosomiali), displasie ossee (malattia esostosica, S. di Ellis van Creveld), traumi, fattori genetici oppure sovrappeso. «Soltanto circa il 2% dei bambini con ginocchio valgo infantile e sovrappeso presentano un ginocchio valgo patologico dopo i 10 anni. Il trattamento ortesico (calzature e plantari) e quello fisioterapico non hanno dimostrato una efficacia certa nella correzione della deformità» ha affermato Boero. Finchè le cartilagini di accrescimento sono attive si può ricorrere a una metodica mininvasiva che prevede l'applicazione di una piccola placca e di due viti a cavallo della, o delle zone di crescita del ginocchio per rallentarla nella parte interna in caso di ginocchio valgo e in quella esterna per il ginocchio varo. In età successive, invece, l'unica possibilità è l'osteotomia chirurgica.

25 maggio 2010 - Anno 4, Numero 10
Pediatria 33